Nel 1900 a Francoforte nasceva
Erich Fromm, psicoanalista e sociologo tedesco tra i più
importanti del ‘900. Pubblichiamo la parte conclusiva della sua
ultima intervista al giornalista ticinese Guido Ferrari.
Che cosa vuol dire «essere»?
«Essere vivo, interessato, vedere le cose, vedere l’uomo,
ascoltare l’uomo, immedesimarsi nel prossimo, sentire se stessi,
rendere la vita interessante, fare della vita qualcosa di bello e
non di noioso»
Che significato ha per lei la religione?
«La religione è nulla. Vivere religiosamente è tutto. Ciò
che intendo per vivere religiosamente è ciò che pensavano i
profeti, ciò che Gesù pensava, fare ciò che è giusto, dire
la verità, amare il prossimo. Questo è tutto. La
religione è di solito il culto della domenica o di determinati
momenti del giorno in cui l’uomo è formalmente religioso. Ma, o
si vive religiosamente, oppure no. Non si ha una religione come si
possiede qualcosa, come si ha uno stato. Questa è la differenza
con ciò che è secolare»
Qual è il rapporto dell’uomo di oggi con la
religione?
Falso è il mio primo pensiero. L’uomo di oggi crede di
essere cristiano, ebreo o di un’altra religione. Ma in realtà
è un pagano, perché adora idoli come il denaro, il profitto, la
sua grandezza, la sua persona, il narcisismo. Questa è idolatria.
Ma egli la chiama spesso religione, perché si è ormai convenuto
di chiamarla così e perché così è una persona rispettabile per
se stesso e per gli altri».
L’amore. L’uomo di oggi parla sovente di
amore. Ma sa amare?
Mah... non si direbbe... L’amore è raro. L’uomo è
piuttosto egoista e questo è l’opposto dell’amore. L’amore
si rivolge all’altro, si interessa dell’altro. Ma certo non
dico che non c’è più amore, altrimenti non saremmo neppure
più qui. Si potrebbe dire: chi ama uno soltanto non ama nessuno.
Il cristianesimo ha formulato questo in modo tanto radicale che l’amore
comprende anche l’amore del proprio nemico, perchè anche il
nemico è un uomo. Aggiungerei anche l’amore di se stessi,
perchè anch’io sono un uomo. Ma spesso si confonde l’amore di
sè con l’egoismo. L’amore va di certo al di là della
limitatezza del proprio io, si rivolge al mondo, ma si rivolge
anche a sé, perchè anch’io sono un uomo che ha rapporti e
sentimenti con se stesso. L’amore non ha limiti.