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GIORNALE DI CULTURA RELIGIOSA DELL'UFF. SCUOLA IRC DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



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111 anni fa nasceva a Francoforte Erich Fromm

La religione è nulla. Vivere religiosamente è tutto

di A.D.
Indialogo.it - Anno 2 - N.4 - settembre  2011
 

   Nel 1900 a Francoforte nasceva Erich Fromm, psicoanalista e sociologo tedesco tra i più importanti del ‘900. Pubblichiamo la parte conclusiva della sua ultima intervista al giornalista ticinese Guido Ferrari.

Che cosa vuol dire «essere»?
«Essere vivo, interessato, vedere le cose, vedere l’uomo, ascoltare l’uomo, immedesimarsi nel prossimo, sentire se stessi, rendere la vita interessante, fare della vita qualcosa di bello e non di noioso»

Che significato ha per lei la religione?
«La religione è nulla. Vivere religiosamente è tutto. Ciò che intendo per vivere religiosamente è ciò che pensavano i profeti, ciò che Gesù pensava, fare ciò che è giusto, dire la verità, amare il prossimo. Questo è tutto. La religione è di solito il culto della domenica o di determinati momenti del giorno in cui l’uomo è formalmente religioso. Ma, o si vive religiosamente, oppure no. Non si ha una religione come si possiede qualcosa, come si ha uno stato. Questa è la differenza con ciò che è secolare»

Qual è il rapporto dell’uomo di oggi con la religione?
Falso è il mio primo pensiero. L’uomo di oggi crede di essere cristiano, ebreo o di un’altra religione. Ma in realtà è un pagano, perché adora idoli come il denaro, il profitto, la sua grandezza, la sua persona, il narcisismo. Questa è idolatria. Ma egli la chiama spesso religione, perché si è ormai convenuto di chiamarla così e perché così è una persona rispettabile per se stesso e per gli altri».

L’amore. L’uomo di oggi parla sovente di amore. Ma sa amare?
Mah... non si direbbe... L’amore è raro. L’uomo è piuttosto egoista e questo è l’opposto dell’amore. L’amore si rivolge all’altro, si interessa dell’altro. Ma certo non dico che non c’è più amore, altrimenti non saremmo neppure più qui. Si potrebbe dire: chi ama uno soltanto non ama nessuno. Il cristianesimo ha formulato questo in modo tanto radicale che l’amore comprende anche l’amore del proprio nemico, perchè anche il nemico è un uomo. Aggiungerei anche l’amore di se stessi, perchè anch’io sono un uomo. Ma spesso si confonde l’amore di sè con l’egoismo. L’amore va di certo al di là della limitatezza del proprio io, si rivolge al mondo, ma si rivolge anche a sé, perchè anch’io sono un uomo che ha rapporti e sentimenti con se stesso. L’amore non ha limiti.