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Chi
è degno di salire al monte del Signore?
Chi entrerà nel suo santuario?
Chi ha cuore puro e mani innocenti;
chi non serve la menzogna
e non giura per ingannare.
Egli sarà benedetto dal Signore
e accolto da Dio, suo salvatore. (sal 24, 3-5)
A Dio piace la montagna: è
sul monte che consegna le tavole della legge a Mosè; sul monte il profeta Elia
difende la causa del Signore; sul monte Gesù consegna all’umanità il suo
immenso messaggio etico; sul monte avviene la trasfigurazione....
In effetti ci sono giornate a fine estate che consentono di
capire il fascino misterioso della montagna: domenica 28 agosto è stata una di
queste e chi ha avuto la fortuna di percorrere un sentiero in alta quota ha
visto un cielo splendido: azzurro intenso senza alcuna nuvola, un panorama
insuperabile sui grandi massicci alpini, il tutto con una temperatura sui venti
gradi ed una carezza di vento a tergere il sudore della fatica. É’ facile
intuire come questa natura parli di Dio.
Ma forse c’è altro da apprendere dalla montagna: per
salire il "monte del Signore" (ma anche per scalare il "monte
della vita") sono necessarie alcune cose: amare il silenzio che consente di non fuggire a se stessi,
amare la fatica che ti permette di raggiungere la tua meta, apprezzare le cose
essenziali come una gelida sorgente alpina di umilissima acqua, avere occhi
udito olfatto attenti a cogliere le meraviglie di ciò che sta fuori di te:
fiori, animali, paesaggi e conseguentemente scoprire che tu non sei il centro
del mondo, accorgerti che non sei solo a salire...
Salendo la montagna del Signore forse si riuscirà anche a
riscoprire il senso etico, così necessario oggi nel nostro mondo attraversato
da cocenti crisi!
Carlo Gonella
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