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GIORNALE DI CULTURA RELIGIOSA DELL'UFF. SCUOLA IRC DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



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Pennellate bibliche

Parlare la stessa lingua

di Carlo Gonella
Indialogo.it - Anno 4 - N.3 - Giugno 2013
 

..Un tempo tutta l’umanità parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Emigrati dall’oriente gli uomini trovarono una pianura nella regione di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: "Forza! Prepariamoci mattoni e cuociamoli al fuoco! (…) Poi dissero: "Forza! Costruiamoci una città! Faremo una torre alta fino al cielo! Così diventeremo famosi e non saremo dispersi in ogni parte del mondo!". Il Signore scese per osservare la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Disse: "Ecco, tutti quanti formano un sol popolo e parlano la stessa lingua. E questo non è che il principio delle loro imprese! D’ora in poi saranno in grado di fare tutto quel che vogliono! Andiamo a confondere la loro lingua: così non potranno più capirsi tra loro". E il Signore li disperse di là in tutto il mondo; perciò furono costretti a interrompere la costruzione della città. La città fu chiamata Babele (Confusione) perché fu lì che il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo. (Gen. 11,1-9)

Quando venne il giorno della Pentecoste, i credenti erano riuniti tutti insieme nello stesso luogo. All’improvviso si sentì un rumore dal cielo, come quando tira un forte vento, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Allora videro qualcosa di simile a lingue di fuoco che si separavano e si posavano sopra ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e si misero a parlare in altre lingue, come lo Spirito Santo concedeva loro di esprimersi. A Gerusalemme c’erano Ebrei, uomini molto religiosi, venuti da tutte le parti del mondo. Appena si sentì quel rumore, si radunò una gran folla e non sapevano che cosa pensare. Ciascuno infatti li sentiva parlare nella propria lingua (At. 2, 1-6)

Cosa possono avere in comune questi due racconti così lontani tra loro? Un piccolo particolare, che in verità non avvicina ma allontana fino all’estremo i due brani: la questione della lingua.

In un caso abbiamo la confusione, nell’altro la comprensione.

Lo sappiamo bene: l’uomo si caratterizza per la capacità di comunicare, quindi di incontrarsi, di costruire legami, di collaborare, di giungere fino all’amore, tanto è vero che nella saggezza popolare dei nostri vecchi appunto si esprimeva l’unione sentimentale tra un giovane e una giovane dicendo "quei due si parlano"!

Ma tanto è vero che "l’uomo è l’essere della parola" quanto rimane vero che l’uomo è l’essere del fraintendimento, dell’insulto, della rottura, della menzogna.

Non è necessario parlare lingue diverse per essere incapaci di comprendersi!

Parlare lingue diverse è una situazione negativa da intendersi in molti sensi.

Carlo Gonella